DBeaver il database manager universale!

Postato da ROb | nella categoria Java, Utilità | mercoledì, 28 settembre 2011

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Ogni sviluppatore sa quanto è importante avere nella propria cassetta degli attrezzi un valido software di interrogazione e gestione delle base di dati.

Generalmente ogni db vendor propone la sua soluzione specifica, console e grafica, per accedere ai propri db e tabelle. Sono poche le soluzioni open in grado di connettersi e lavorare con successo su diverse piattaforme e che nello stesso tempo siano facilmente utilizzabili.

Dopo anni e anni di ricerca quasi per caso ho trovato DBeaver, il castoro dei database (dal suo nome curioso).
DBeaver è un software sviluppato in Java tramite il framework di sviluppo di Eclipse: RCP.
E’ disponibile per moltissime piattaforme (cosa comune a quasi tutti i software scritti in Java) e segue dei cicli di sviluppo molto regolari tanto che in poco più di un anno dalla sua pubblicazione ha raggiunto una maturità e una lista di funzioni veramente invidiabili.

Attualmente è alla versione 1.4.0, rilasciata pochi giorni fa.

I db vendor attualmente supportati sono molti (tutti? :-D ):

  • MySQL
  • Oracle
  • PostgreSQL
  • IBM DB2
  • Microsoft SQL Server
  • Sybase
  • ODBC
  • Java DB (Derby)
  • Firebird (Interbase)
  • HSQLDB
  • SQLite
  • Mimer
  • H2
  • IBM Informix
  • SAP MAX DB
  • Cache
  • Ingres
  • Linter
  • Any JDBC compliant data source

Nelle sue ultime versioni permette anche di modificare lo schema dei dati (tabelle e altro) e di visualizzare/salvare degli schemi ER delle tabelle selezionate.

Per me è diventato un indispensabile compagno di viaggio e quando posso cerco anche di segnalare eventuali malfunzionamenti o problemi.

Ecco alcuni screenshot presi direttamente dal sito ufficiale.

Provatelo e datemi il nostro parere!

Fiddler – super web debugging proxy

Postato da ROb | nella categoria Sviluppo web, Utilità | giovedì, 5 maggio 2011

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Ieri, cercando di risolvere un problema di un sito che si verificava con il browser Safari su Windows, navigando qua e là in cerca di risposte, ho trovato qualcuno che consigliava di installare Fiddler, un web debugging proxy freeware per Windows.

Chi già utilizza l’estensione LiveHttpHeaders per Firefox o Firebug sa già quanto siano importanti tali strumenti per lo sviluppatore web. Essi infatti permettono non solamente di analizzare il codice di una pagina web (html, css, javascript) ma anche di visualizzare tutte le chiamate http effettuate dal browser, con le relative risposte, e di fare debugging del codice Javascript presente nella pagina stessa.

Alcuni browser come Safari, Chrome e altri, pur avendo i propri strumenti di sviluppo, non permettono di scendere  anche nel dettaglio delle singole chiamate http, inoltre non sempre il client delle chiamate web è un browser, in alcuni casi potrebbero essere un software stesso che prova a connettersi a un servizio web per scaricare, ad esempio, gli aggiornamenti.

Per tutti questi casi, ma sicuramente anche per molti altri, Fiddler si offre come valido strumento di analisi, frapponendosi in modo trasparente tra client e server e intercettando tutte le richieste e le risposte http del nostro PC.

Per funzionare ha bisogno del framework .NET che installa autonomamente nel caso non sia già presente. Una volta installato è sufficiente avviarlo e iniziare a navigare con un browser per vedere tutte le nostre chiamate (e anche i nostri dati :-D ) apparire nelle schermate del programma.

Il sito del software è il seguente: http://www.fiddler2.com/

Per il download fate riferimento a quest’altro indirizzo: http://www.fiddler2.com/fiddler2/version.asp

Happy debugging!

Screenshot di sistemi Unix e GNU/Linux via command line

Postato da ROb | nella categoria Linux, Utilità | venerdì, 22 aprile 2011

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Tutti noi conoscono almeno 3 o 4 modi differenti per catturare screenshot di finestre o schermo intero sia su sistemi Windows che in sistemi Linux o Unix.

Oggi voglio proporvi due piccoli script che ho scritto ispirandomi a un interessante articolo su IBM Developer Works.

Entrambi gli script sfruttano i comandi messi a disposizione dai sistemi X11 e tipicamente già installati nelle nostre distribuzioni. Tali comandi sono: xwd e xwininfo .

Per renderli un pò più comodi ho utilizzato anche il comando convert, della suite di ImageMagick, e notify-send per inviare delle notifiche all’utente al termine delle operazioni di salvataggio.

Il primo script, di nome capture_full.sh, può ricevere in ingresso 1 parametro che determina il numero di secondi di attesa prima di catturare il nostro desktop in un file nel nostro Desktop. Se tale parametro non viene passato il valore di attesa di default è 3 secondi.

#!/bin/bash

if [ "$1" != "" ]
   then
     seconds=$1;
   else
     seconds=3;
fi

now=`date "+%Y_%m_%d-%H_%M_%S"`
filepath="${HOME}/screen_full_${now}.png"

sleep ${seconds} ; xwd -root | convert - ${filepath}

notify-send -t 3000 -u low -i gtk-dialog-info "Screenshot" "file saved in ${filepath}";

Il secondo script, di nome capture_window.sh, ci permette invece di catturare una singola finestra (anche se non ci permette di interagire con il mouse nella finestra, per far apparire ad esempio un menu contestuale). Il funzionamento di questo script è il seguente: dopo che viene lanciato attende alcuni secondi (modificabili con il primo parametro opzionale) per permetterci di scegliere una finestra del desktop, quindi salva l’id della finestra e lo usa per memorizzare l’immagine della finestra nel desktop.

#!/bin/bash

if [ "$1" != "" ]
 then
 seconds=$1;
 else
 seconds=3;
fi

sleep ${seconds};
wid=`xwininfo | grep "Window id" | awk '{print $4}'`;

now=`date "+%Y_%m_%d-%H_%M_%S"`
filepath="${HOME}/Desktop/screen_window_${now}.png";

xwd -id ${wid} | convert - ${filepath}

notify-send -t 3000 -u low -i gtk-dialog-info "Screenshot" "file saved in ${filepath}";

Provateli, modificando anche la variabile $filepath se lo ritenete opportuno, e fatemi sapere.

Ecco L’articolo originale di William von Hagen in IBM.

Un semplice script per scaricare in mp3 la traccia di un video su YouTube

Postato da ROb | nella categoria Linux, Utilità | domenica, 20 marzo 2011

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In questi giorni ho avuto la necessità di scaricare la traccia audio di un video caricato su YouTube.

Per farlo conoscevo già diversi servizi online ma, visto la potenza della shell Linux, ho pensato di scrivere un piccolo script che assolvesse al compito e che potesse sfruttare alcune utility scritte proprio per questi scopi.

La mia intenzione era quella di avere a disposizione uno script a cui potessi passare un solo parametro, l’url della pagina, e che mi salvasse il file in formato mp3 possibilmente con un nome abbastanza esplicativo. Per riuscire a tale scopo mi sono avvalso di due soli comandi: youtube-dl e ffmpeg.

youtube-dl è uno script python in grado di estrarre un file in formato .flv semplicemente passando il path HTTP alla pagina del video. Questa utility compie tutto il lavoro “duro” del mio semplice script ed è anche in grado di scaricare il nome del video legato all’url. Nel mio caso youtube-dl è servito a salvare il titolo del video, per rinominare correttamente il file mp3 e successivamente è servito per fare il download del file video in formato .flv.

La separazione della traccia audio da quella video e la successiva codifica nel formato mp3 è stata invece assegnata a ffmpeg, uno dei più apprezzati comandi per la gestione e fruizione dei video in Linux (e non solo).

Per entrambi i software mi sono però avvalso di versioni più aggiornate di quelle presenti nella mia distribuzione Ubuntu 8.04. Nelle versioni disponibili nei miei repository infatti youtube-dl non era in grado di effettuare il download del video mentre ffmpeg non riusciva a gestire i video nel formato .flv . Per aggiornare lo script python è stato sufficiente effettuare il download del nuovo script e metterlo nella mia cartella di binari dentro ~/bin/ . Per quanto riguarda ffmpeg invece ho prima provato a effettuare una compilazione della distribuzione per rigenerare la nuova versione. Dopo alcuni tentativi falliti, ho deciso di optare per un binario precompilato linkato staticamente per Linux 32bit. Una valida compilazione l’ho trovata al seguente indirizzo: http://horsfall.eu/2010/11/27/ffmpeg-full/ . Il file binario contenente ffmpeg è stato quindi salvato, con i corretti permessi di esecuzione, nella cartella ~/bin.Tale cartella è nella prima posizione della variabile $PATH. In questo modo i binari che si trovano in tale cartella hanno la precedenza su quelli presenti nelle altre cartelle di binari del sistema.

Veniamo ora al mio script, salvato con il nome: youtube2mp3.sh :

#!/bin/bash

url=$1
flvfile=/var/tmp/$$.flv

title=`youtube-dl -e ${url}`
mp3file=~/Desktop/${title}.mp3

youtube-dl ${url} -o ${flvfile}

ffmpeg -i ${flvfile} "${mp3file}"

rm ${flvfile}

L’unico parametro gestito dalla script, il primo, è l’url della pagina in cui si trova il video in YouTube. Lo script estra prima l’informazione del titolo del filmato e la memorizza nella variabile “title”.
Quindi effettua il download del video salvandolo in un file temporaneo che ha come nome il pid del processo bash invocato.
Successivamente converte il video nella traccia audio mp3 che viene salvata nel Desktop con il nome del titolo e suffisso .mp3.
Infine il file temporaneo .flv viene cancellato dalla directory temporanea.

Google Apps for free: come utilizzare le Google Web App per il nostro dominio

Postato da ROb | nella categoria Android, Informatica in generale, Utilità, Varie, email | lunedì, 7 marzo 2011

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Dopo un periodo di silenzio durato più di un mese, torno a farmi sentire per segnalare un’importante opportunità per tutti coloro che vogliono configurare e utilizzare le applicazioni web di Google per il proprio dominio.

Non tutti sanno infatti che Google fornisce tale possibilità, pur con delle limitazioni, a tutti i possessori di un dominio, sia per scopi personali che aziendali.
La differenza con la versione enterprise (a pagamento) consiste principalmente nel numero massimo di utenze attivabili, nella mancanza di alcune specifiche applicazioni (Google Video for Business e Google Groups for Business), nella capacità di storage complessiva offerta, nello SLA fornito e in alcune piccole altre customizzazioni e protezioni.

Dopo aver letto la pagina introduttiva ed esservi fatti un’idea di cosa sia il servizio Google Apps for free, leggete i prossimi paragrafi per capire come impostare la configurazione per essere subito operativi con il vostro dominio “Google managed”.

Passo numero 1: specificare il dominio

Da questa pagina è possibile iniziare la sequenza degli step per la gestione del dominio by Google. Il primo passo consiste nello specificare un dominio esistente sul quale abbiamo la possibilità di effettuare le modifiche alle entry del DNS. Come esempio per questo mini-tutorial userò il dominio di test giuliarossi.com .

Passo numero 2: registrazione al servizio Google Apps

In questo passaggio bisogna specificare i propri dati e quelli della propria organizzazione.

Passo numero 3: creazione dell’account di amministratore

In questo passaggio dobbiamo creare l’account di amministrazione del dominio nonché accettare le condizioni contrattuali del servizio.

Passo numero 4: creazione del record CNAME per verificare la proprietà del dominio

A questo punto Google ci chiede di verificare che siamo veramente nelle condizioni per poter “gestire” il dominio che diciamo di possedere. Per farlo ci suggerisce di creare un record CNAME con un nome particolare che successivamente proverà a risolvere per capire se abbiamo risposto positivamente alla sua richiesta.

Passo numero 5: login nel pannello di configurazione del nostro dominio

Se anche il precedente passaggio è andato a buon fine possiamo entrare nel pannello di configurazione e vedere lo stato di attivazione dei nostri servizi. L’attivazione del servizio di posta elettronica richiede qualche passaggio in più. Per gli altri servizi è invece sufficiente attendere qualche minuto.

Passo numero 6: modifica dei record MX per far gestire la posta entrante per il nostro dominio

Nella successiva schermata, al passo 4, Google ci chiede di creare 7 record MX per il nostro dominio che puntano ai server di Google. In questo modo istruiamo i sistemi di posta worldwide che per lasciare un messaggio nella nostra casella devono contattare direttamente i server di Google.

Passo numero 7: modificare le URL per i vari servizi

Ora, per ogni servizio, possiamo modificare l’url predefinito assegnato da Google con un sottodominio del nostro nuovo dominio. Per farlo è sufficiente andare nel link “modifica URL” di ogni servizio. Vi mostrerò il caso della posta, per gli altri servizi la procedura è analoga.

Passo numero 8: verifica dei nomi DNS e test finale

Ecco come si presenta alla fine la configurazione DNS per il nostro dominio.

Ora non ci resta che provare a inviarci dei messaggi di posta e riceverli. Stessa cosa per tutti gli altri superservizi.

Ah, non dimenticatevi, possiamo agganciare anche i nostri dispositivi mobili e soprattutto il nostro telefono Android!

Spero possa servire a qualcuno… ROb

Come accedere al servizio box.net tramite protocollo webdav

Postato da ROb | nella categoria Linux, Utilità | venerdì, 17 dicembre 2010

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Dopo che mi è arrivata la mailing list periodica di box.net, felice del fatto che il servizio ha aumentato il suo spazio di archiviazione a 5Gb anche per gli utenti free, ho deciso di pubblicare questo mini post sulla modalità di accesso webdav per box.net.

Non tutti sanno infatti che box.net offre ai suoi utenti questa possibilità, consentendo, per la gioia di molti, l’accesso via HTTP (webdav è un’estensione di questo).

Vediamo come farlo tramite il nostro amato (almeno da me) Krusader.

Dopo aver avviato Krusader, in un nuovo tab digitando il seguente url:

webdav://box.net/dav/

Vi verranno chieste le credenziali per l’accesso al servizio (al quale, lo davo per scontato, dovete essere iscritti). Potete vedere il seguente screenshot.

Se le credenziali sono corrette vedrete il contenuto della directory principale del vostro account box.net.
Questo è il mio.

Ovviamente box.net non è l’unico servizio per memorizzare e condividere file. Il suo principale concorrente è DropBox, che fornisce un client multipiattaforma funzionale ed efficace.

Trasformare un pdf in formato A4 in un libretto formato A5

Postato da ROb | nella categoria Linux, Utilità | giovedì, 9 dicembre 2010

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Dopo un non molto breve periodo di silenzio, è arrivato il momento di un piccolo articolo.

Oggi voglio parlarvi della soluzione che ho trovato per trasformare un pdf in formato A4, generato a partire da un documento ODF (ma vale per qualsiasi pdf A4), in un pdf in formato A5 con l’ordine delle pagine adatto per la creazione di un libretto rilegabile.

Questa particolare esigenza mi è venuta per la preparazione del libretto della liturgia della Festa dell’Immacolata, 8 dicembre 2010, a Macerata, in occasione della visita del Cardinale Tarcisio Bertone.
Avendo intenzione di prepararlo usando Linux e volendo nello stesso tempo trovare un modo per farlo comodamente anche in altre occasioni, ho pensato di documentarmi un pò sui programmi e sui metodi offerti dal pinguino.
In passato infatti, quando ancora utilizzavo Windows, avevo fatto qualche esperimento positivo con il programma Publisher. In Linux, non avendo ancora imparato a usare Scribus (che penso sia lo strumento migliore per tali impaginazioni) non avevo una valida soluzione per la creazione di un tale libretto.

Voglio quindi ora condividere con voi il risultato di questa piccola ricerca.

I comandi che entrano in gioco per tale operazioni sono: pdftops (pacchetto Ubuntu poppler-utils), psbook (psutils), psnup (psutils) e ps2pdf (ghostscript).
Serve inoltre un file pdf in formato A4. Se non ne avete uno a disposizione potete usare questo che è proprio il file della cerimonia, generato con Open Office Writer, e successivamente convertito in formato pdf.

Il primo passo è la generazione del file in formato .ps . Per farlo usiamo il comando:

pdftops libretto_sacerdoti_2010_12_08.pdf

Questo comando genererà il file libretto_sacerdoti_2010_12_08.ps
A questo punto lanciamo:

psbook libretto_sacerdoti_2010_12_08.ps | psnup -pa4 -2 > libretto_sacerdoti_2010_12_08_A5.ps

In questo modo il file .ps viene trasformato nell’impaginazione libretto e successivamente il numero di pagine per facciata viene impostato a 2. L’output finale viene salvato nel file libretto_sacerdoti_2010_12_08_A5.ps .

Ora non ci resta che riconvertire il file in formato pdf :

ps2pdf libretto_sacerdoti_2010_12_08_A5.ps libretto_sacerdoti_2010_12_08_A5.pdf

Potete gustarvi il risultato del vostro lavoro e verificare che la stampa funzioni correttamente.
Per le stampanti fronte-retro basta lanciare la stampa, per le stampanti solo fronte dovete procedere in questo modo:

  • stampare le pagine dispari del documento
  • se il totale delle pagine è pari estrarre i fogli e rimetterli nella stampante (tipicamente con il lato scritto rivolto verso il basso e nel verso corretto di stampa), se è dispari allora prima di rimetterli dentro dovete togliere l’ultima pagina dispari stampata (quella più in alto nella pila)
  • stampare le pagine pari in ordine inverso

Se avete proceduto correttamente il vostro libretto è pronto pronto per essere rilegato.
Questo modo di convertire i pdf A4 può tornare utile per stampare un libro risparmiando carta (sempre che il risultato finale sia ancora ben leggibile).

Altro consiglio: numerate le pagine per non farvi venire inutili mal di testa!

Monitorare file creati, modificati e cancellati in una directory

Postato da ROb | nella categoria Linux, Utilità | martedì, 14 settembre 2010

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Qualche volta può tornarci utile conoscere con esattezza tutti i file che vengono creati, modificati e cancellati in una specifica cartella.

Un modo semplice per farlo è sfruttando il comodissimo pacchetto inotify-tools che include al suo interno il comando inotitywait.

Il seguente script si mette in attesa e segnala in output gli eventi accaduti per la directory specificata:

#!/bin/bash

directory=$1

inotifywait -q -m --format '%f %e' -e modify -e move -e create -e delete ${directory} | while read line

do
	echo "doing something with: $line";

	# for example:
	# java -jar compiler.jar --js=in1.js --js=in2.js ... --js_output_file=out.js
done

Può essere invocato in questo modo, passando come primo e unico parametro la directory da monitorare:

./inotify.sh ~/Desktop/download/

ed emette ouput di questo tipo:

doing something with: Stack Overflow_screenshot.png MOVED_FROM
doing something with: printecdisplay.pdf DELETE
doing something with: ecommerce_03.html CREATE
doing something with: ecommerce_03.html MODIFY
doing something with: avatar_908.png CREATE
doing something with: avatar_908.png MODIFY

Ovviamente il tutto può essere modificato a proprio piacimento per eseguire operazione o avere notifiche via mail (o qualsiasi altra cosa creativa vi venga in mente).

Firefox in modalità provvisoria

Postato da ROb | nella categoria Informatica in generale, Sviluppo web, Utilità | venerdì, 10 settembre 2010

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Qualche giorno fa mi è capitato di dover disabilitare un plugin nel mio profilo Firefox perché in conflitto con un altro plugin.

modalità provvisoria

Il problema è che non riuscivo ad accedere alla maschera dei plugin aggiuntivi in quanto il Javascript Firefox che visualizza tale pagina rimaneva bloccato.

Cercando qua e là ho scovato il modo per disattivare i plugin, entrando in modalità provvisoria in Firefox.
Per farlo è sufficiente chiuderlo e riaprirlo con questo comando:

firefox -safe-mode

I plugin vengono tutti disattivati e possiamo quindi scegliere quale bloccare e quale disinstallare definitivamente.

Comodo no? Come al solito gli sviluppatori Mozilla hanno pensato proprio a tutto.

logkeys – il keylogger per Linux

Postato da ROb | nella categoria Linux, Utilità | venerdì, 18 giugno 2010

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Dopo numerosi giorni di assenza eccomi tornato a scrivere qualcosa.

I keylogger non sono proprio dei software “buoni” anche se molte volte possono tornare comodi per registrare i tasti che abbiamo digitato per la configurazione di un software o per numerosi scopi analoghi.

Il mondo Windows penso che sia pieno di tool di questo tipo (spesso anche non volutamente installati :-) ) mentre per il mondo Unix e GNU/Linux non ci sono moltissime alternative.

logo logkeys

Un progetto sicuramente promettente, anche se ancora in stato alpha, è logkeys.
Per la mia Linux Box (Ubuntu Hardy Heron) non esistono i pacchetti precompilati quindi, seguendo la pagina di documentazione del progetto http://code.google.com/p/logkeys/wiki/Documentation , ho provveduto alla compilazione e alla successiva installazione.

Ecco il mio script per l’esecuzione di logkeys:

#!/bin/bash

file=~/Desktop/test.log

case "$1" in
	start)
        echo -en "Starting logkeys, output in ${file}\n";
        touch ${file};
        logkeys --start --output ${file};
        ;;
   stop)
        echo -en "Stopping logkeys";
        logkeys --kill;
        more ${file};
esac

exit 0

Salvandolo con il nome logkeys.sh e lanciandolo con il comando ./logkeys.sh start lo script salva tutti i tasti pigiati nel file ~/Desktop/test.log.
Per interromperlo è sufficiente usare ./logkeys.sh stop .

Mi raccomando fatene buon uso! ;-)
Per ulteriori informazioni su logkeys seguite l’homepage del progetto.

Un semplice feed per conoscere le previsioni del tempo

Postato da ROb | nella categoria Sviluppo web, Utilità | venerdì, 30 aprile 2010

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Per chi ama informarsi e rimanere aggiornato tramite i feed RSS o Atom, ecco il feed per conoscere le previsioni del tempo per la propria città.

Grazie al servizio Yahoo Weather, in collaborazione con The Weather Channel, è possibile ricevere un feed della situazione meteo e delle prossime previsioni per la propria città.

Sereno variabile

Prima di tutto bisogna trovare il codice della nostra città (il cosidetto WOEID). Puntiamo quindi il browser su http://weather.yahoo.com/italy/ e cerchiamo la nostra locazione. Nel mio caso, Macerata, la pagina trovata è: http://weather.yahoo.com/italy/marche/-12846728/ dove il numero 12846728 è il codice di riferimento.

Ora possiamo invocare il feed per ottenere le previsioni. Prendiamo l’url http://weather.yahooapis.com/forecastrss?w= e aggiungiamo il nostro numero magico 12846728.
Quindi l’url definitivo sarà: http://weather.yahooapis.com/forecastrss?w=12846728 .

Da buoni italiani che siamo comunque ci serve l’output della temperatura in formato gradi Celsius. Per ottenerlo è sufficiente aggiungere il parametro u=c alla chiamata.

Così l’indirizzo definitivo è: http://weather.yahooapis.com/forecastrss?w=12846728&u=c.

Ormai non avete più scuse se dimenticate l’ombrello!

Clonazione di schede di memoria, il bit è uguale per tutti!

Postato da ROb | nella categoria Linux, Utilità | mercoledì, 14 aprile 2010

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Qualche giorno fa mi è capitato di dover clonare una scheda SD di un mio amico per problemi legati alla lettura del navigatore installato nella SD sul suo telefono Nokia (N70).

Clonazione SD, telefoni, Nokia, Navigatore

Se avessi avuto sotto mano Linux avrei usato il fantastico comando dd nel seguente modo (supponendo che la scheda sia il dispositivo /dev/sda):

# creazione dell'immagine (scheda originale)
dd if=/dev/sda of=/var/tmp/sd.img
# ripristino immagine sulla nuova scheda
dd if=/var/tmp/sd.img of=/dev/sda

invece mi trovavo su un computer Windows.
Girovagando qua e là, anche se in modo più complesso rispetto a Linux, ho trovato una soluzione gratuita ma efficace sfruttando gli strumenti HDClone e VolumeID.

HDClone serve per clonare dischi e partizioni. Possiede una versione gratuita ed è disponibile a questo indirizzo: http://www.miray.de/products/sat.hdclone.html

VolumeID invece è uno strumento sviluppato dalla SysInternals, un’azienda recentemente acquisita da Microsoft, e serve per reimpostare l’id di un volume nei sistemi Windows. Anch’esso gratuito lo trovate direttamente nel sito Microsoft.

Dopo aver scompattato l’eseguibile volumeid.exe nella directory C: e aver scompattato HDClone dove volete, ecco la sequenza di passi per la clonazione della scheda SD.

  • Da un prompt di terminale Windows (Start => Esegui => cmd ) attraverso il comando DIR, relativo alla lettera di unità assegnata alla scheda, prendere nota del numero di serie del volume che risulterà nel formato XXXX-XXXX
  • Utilizzando Hdclone.exe procedere alla creazione di un immagine della card da clonare sul proprio hard disk scegliendo in Hdclone come sorgente Drive e come destinazione IMG seguendo opportunamente le istruzioni che accompagnano hdclone
  • Ad immagine effettuata sostituire nel lettore di card la scheda presente con la nuova scheda che può, senza alcun problema, essere anche di capacità maggiore
  • Sempre attraverso Hdclone procedere al trasferimento dell’immagine effettuata sulla nuova card scegliendo come sorgente IMG e come destinazione Drive indicando ad Hdclone, nel momento in cui lo richiede, di utilizzare tutta la nuova card (anche se di maggiore capacità) e di effettuare automaticamente le opportune operazioni post copia necessarie
  • Mettere sul disco C:\ il file VolumeID.exe quindi, sempre dal Prompt dei comandi, cambiare alla nuova card il numero di serie del volume attribuendole il numero annotato della vecchia card con il seguente comando C:\volumeId.exe L: XXXX-XXXX dove L: è la lettera di unità card e XXXX-XXXX è il numero di serie della vecchia card

Ecco la fonte originale per la procedura Windows. Ringrazio gentilmente spazio63.

Resettare la password di amministratore in Windows XP

Postato da ROb | nella categoria Utilità, Varie | giovedì, 8 aprile 2010

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Vi sarà capitato almeno una volta nella vita di dover reimpostare la password di Windows XP.

resettare password Windows XP

Per sistemi che non usiamo spesso, se non siamo stati accorti nel salvarla da qualche parte, è facile dimenticarla.
Fortunatamente ci viene in aiuto un utility gratuita, a riga di comando, che ci permette di modificarla o reimpostarla riavviando semplicemente il pc e facendo partire un cd avviabile.

Offline NT Password and Registry Editor, questo il nome del software, viene distribuito sia in formato floppy disk che in formato cd avviabile e permette di pulire o modificare la password dell’utente Administrator di un pc Windows XP.

A questo indirizzo trovato direttamente l’iso, di soli 3 Mb, da masterizzare in un cd standard. L’ultima versione disponibile risale al 2 agosto del 2008.

Come accennato in precedenza, l’interfaccia di utilizzo dell’utility è decisamente spartana ma, dopo qualche tentativo, sforzandoci di leggere un pò di inglese, il tutto risulta abbastanza agevole.
Purtroppo non posso presentare gli screenshot del mio ultimo utilizzo (ieri) ma magari, cercando in rete, dovreste riuscire a trovare qualche guida.

Generatore di testo fasullo, ecco il servizio web farlo

Postato da ROb | nella categoria Sviluppo web, Utilità | mercoledì, 10 marzo 2010

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Lipsum Generator

Quante volte nei vostri web test o nelle vostre applicazioni avete avuto il bisogno di generare del testo fasullo per riempire le vostre pagine, i campi o alcune tabelle di db?

Ecco un servizio online che lo fa per noi, anche in lingua.
Lipsum generator dà la possibilità di generare il nostro testo fasullo impostando il numero dei paragrafi o dei byte o parole da generare.

Qui sotto trovate il testo generato usando come lingua l’italiano e 10 paragrafi di testo.

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L’alternativa open di Google Analytics: Piwik

Postato da ROb | nella categoria Sviluppo web, Utilità | sabato, 6 marzo 2010

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Chi lavora nel mondo dello sviluppo web e del web marketing sicuramente conosce ed utilizza quotidianamente Google Analytics.
Veloce, flessibile, potente e pochissimo invasivo… queste tutte le qualità di GA (Google Analytics) a costo zero.
A tutto questo però si contrappongono due aspetti: non è open source e non abbiamo tutti i dati dei nostri accessi (ma solamente i dati aggregati, nelle varie forme, che Google ci presenta).

statistics

Pochi giorni fa mi sono imbattuto in questo interessantissimo progetto di nome Piwik che, dichiaratamente, si propone come l’alternativa open a GA.

L’installazione richiede un server con PHP dalla versione 5.1.3 in poi e MySQL dalla versione 4.1 in avanti.
Al termine dell’installazione è possibile iniziare a creare i profili dei nostri siti.
Il meccanismo di tracking degli accessi è molto simile a quello di GA; Piwik, per ogni sito, genera una porzione di codice Javascript da copiare e incollare nelle nostre pagine.

Per quanto riguarda la pagina di visualizzazione dei dati raccolti è altamente customizzabile e già multilingua. Il meccanismo di personalizzazione sfrutta il concetto degli widget.
In pratica la dashboard è composta da una serie di widget predefiniti e altri creabili ed aggiungibili a piacere.

piwik screenshot

Ciliegina sulla torta inoltre la possibilità di inserire le statistiche di Piwik direttamente nel nostro sito in tempo reale.

A questo indirizzo è disponibile la demo online, mentre questa è la pagina del progetto.

Avere i comandi Unix nel mondo Windows

Postato da ROb | nella categoria Linux, Utilità | lunedì, 1 marzo 2010

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Molto spesso ci troviamo ad operare, nostro malgrado, in pc o server Windows.

Abituati come siamo alla riga di comando e ai suoi utilissimi programmi ci chiediamo se sono anche disponibili dei corrispettivi Windows per fare le stesse cose.
Ma perché cercare delle alternative quando possiamo utilizzare le copie speculari di questi comandi Linux anche in Windows?

Per farlo possiamo passare per differenti strade:

  • Cygwin: è un ambiente completo, installabile all’interno del SO Windows, che ci permette di invocare programmi Windows e ci permette da Windows di invocare utility unix. Unico difetto il fatto che sia abbastanza corposo.
  • GNU Utilities per Win32: è il porting di numerosi comandi in Windows. La loro compilazione dipende solamente dalla libreria msvcrt.dll . Non è una completa shell Unix ma indubbiamente molto comoda per chi ha bisogno solamente di qualcuno dei comandi Unix.
  • GnuWin: un’alternativa a GNU Utilities per Win32.
  • 40 UNIX Commands Ported To DOS: 40 comandi portati nel mondo Windows (anche se leggermente datati) che funzionano anche in versioni Windows non proprio recenti.

Per esperienza personale in passato ho usato con piacere “GNU Utilities per Win32″ e devo dire che mi hanno “salvato la vita” in numerosi occasioni.

Fonte ufficiale dell’articolo: UNIX Command Line Tools For MS-Windows XP / Vista / 7 Operating Systems.

I cinque miti più diffusi sui programmatori “di una certa età”

Postato da ROb | nella categoria Informatica in generale, Utilità | giovedì, 25 febbraio 2010

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Programmatori attempati

Dave Rodenbaugh ha pubblicato un interessante articolo che tratta dei cinque miti più diffusi sui programmatori di una certa età.

Dave sostiene, analizzando uno per uno tutti questi cinque punti, che anche i programmatori quarantenni possono dire la loro nel mondo dello sviluppo software in virtù della loro elevata esperienza.

Ecco quali sono questi cinque miti, secondo i quali le aziende tendono a preferire sviluppatori giovani rispetto agli “anziani”:

  • I programmatori “anziani” sono più costosi rispetto ai giovani. Rendendo questi ultimi più desiderabili.
  • I programmatori “anziani” sono meno flessibili e meno propensi ad imparare nuove tecnologie a causa del forte legame con le tecnologie più mature.
  • I programmatori “anziani” non hanno più le forze per sostenere i classi tour de force dello sviluppo (lavorare molto oltre l’orario standard, fare ore e ore di debugging) a causa dei loro impegni familiari che i giovani non hanno.
  • I programmatori “anziani” sono mentalmente meno reattivi (il termine inglese che rende di più è “agile” di quelli giovani.
  • I programmatori “anziani” sono più stanchi e cinici e quindi, meno desiderabili nei posti di lavoro rispetti ai giovani. Gli sviluppatori giovani sono più entusiasti di quelli attempati.

L’articolo completo, in inglese, lo trovate a questo indirizzo.

Largo agli anziani!

Utilizzare più profili Firefox in Linux

Postato da ROb | nella categoria Utilità | domenica, 14 febbraio 2010

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Chi ha bisogno di avere a disposizione più sessioni Firefox contemporaneamente o vuole semplicemente costruire un profilo Firefox più leggero, con meno estensioni o con un tema diverso può sfruttare la comodissima funzione multiprofilo di Firefox.

Mouse black Gnome

Nel caso di una postazione Linux, per avviare in tale modalità ho dovuto costruire un piccolo script per modificare la variabile di ambiente MOZ_NO_REMOTE.

Ecco qua il mini script:

#!/bin/bash

export MOZ_NO_REMOTE=" firefox -Profilemanager"

firefox -Profilemanager

oppure è possibile usare quest’altro script (grazie Matteo per il commento integrativo!) dove $1 è il nome del profilo già creato da utilizzare.
Nel caso non venga passato nessun parametro allora viene avviato il ProfileManager.

#!/bin/bash

exec firefox --no-remote -P $1

Nel mio caso ho costruito il profilo di default con tutti i miei migliori bookmark e le mie estensioni mentre ho un altro profilo chiamato “dev” (più veloce all’avvio e nel rendering della pagina) in cui ho installato solamente le estensioni indispensabili per lo sviluppo e il debug di applicazioni web.

Schermata avvio Firefox multiprofilo

L’editor per eccellenza per il mondo Windows: Notepad++

Postato da ROb | nella categoria Sviluppo web, Utilità | martedì, 9 febbraio 2010

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Quando mi trovo in postazioni Windows XP devo spesso scontrarmi con il vetusto Notepad.

Forse nei primi anni in cui è uscito quel sistema operativo Notepad riusciva ancora a reggere il passo.
Negli ultimi anni sono nati numerosi editor assai più veloci e potenti di Notepad; trovare una valida alternativa è ormai un obbligo di qualsiasi utente.

Uno dei loghi di Notepad++

La mia alternativa preferita è Notepad++.
Notepad++ si basa su un famoso progetto, chiamato Scintilla, il cui scopo è costruire un componente editor da integrare all’interno di applicazioni.
Innanzitutto è Open Source, sotto licenza GPL, è scritto in C++ sfruttando le api win32 e non le MFC è ed ricco di interessanti funzionalità.



Sono indubbiamente da citare:

  • evidenziazione della sintassi per quasi tutti i più famosi linguaggi di markup e programmazione
  • folding: possibilità di aprire e chiudere parti di codice significative (come interi tag xml oppure il corpo di funzioni Java o Javascript)
  • autocompletamento
  • espressioni regolari sia nella ricerca che nella sostituzione di stringhe
  • multilingua e multicodifica
  • segnalibri
  • guida all’indentazione del codice
  • configurazione di stili
  • generatore ed esecutore di macro
  • selezione e funzione di copia e incolla di colonne o quadrati di testo

Schermata principale di Notepad++

Fra queste quelle che nel mio caso fanno la differenza sono il supporto per le espressioni regolari e la possibilità di registrare ed eseguire macro. Dopo aver padroneggiato tali funzioni vi sentirete praticamente in grado di fare tutto con i vostri file testuali.

Se siete particolarmente soddisfatti di Notepad++ e volete supportare il progetto lo sviluppatore accetta di buon grado delle donazioni.

Roundcube – libera webmail per le masse

Postato da ROb | nella categoria Linux, Sviluppo web, Utilità | domenica, 7 febbraio 2010

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Questo è il motto che campeggia nell’homepage del sito di Roundcube.

Roundcube è un gradevolissimo, e a mio avviso anche molto valido, client web per la posta elettronica.
La cosa che più lo differenzia da altri applicativi open source dalle stesse funzionalità come SquirrelMail, Webmin o altri, è l’interfaccia utente che sfrutta appieno la tecnologia AJAX e che riesce ad offrire alll’utente un’esperienza di utilizzo molto piacevole.

Roundcube logo

L’installazione di Roundcube è in parte via riga di comando e in parte via web, tramite un apposito installer. E’ scritto in PHP e necessita di un database MySQL per il salvataggio delle impostazioni e delle preferenze degli utenti.

Ufficialmente ancora si trova in uno stato beta (la versione attuale è la 0.3.1) ma nell’utilizzo quotidiano non si riscontrano particolari malfunzionamenti.

Le feature più interessanti di Roundcube sono:

  • multilinguismo: le lingue supportate sono 65 (tra cui l’italiano)
  • drag-n-drop dei messaggi
  • composizione html delle email
  • rubrica integrata con funzionalità di ricerca
  • autocreazione delle utenze attraverso pattern di ricerca verso IMAP
  • gestione delle cartelle IMAP
  • possibilità di customizzazione del tema
  • gestione degli attachment

Interfaccia di Roundcube, pannello principale

La pagina principale ha un aspetto veramente ordinato e ricalca il layout tipico di un comune client di posta.
Nella parte sinistra ci sono le cartelle e nella parte destra i messaggi della cartella corrente e l’anteprima del messaggio selezionato, se attiva.

I bottoni in alto a destra attivano altri due importanti pannelli: la rubrica e le impostazioni.
Nella rubrica possiamo gestire i nostri contatti personali.
Il pannello delle impostazioni, invece, ci consente di sottoscrivere o de-sottoscrivere le cartelle IMAP della nostra mailbox, modificare il nome visualizzato associato al nostro indirizzo email e modificare le presenze di lettura e scrittura dei messaggi di posta.

Ci sono anche molti buoni propositi da parte del team di sviluppo per le prossime versioni.
Una delle cose più attese è senz’altro il pannello di amministrazione per la configurazione di Roundcube (dopo l’installazione è possibile intervenire solamente attraverso un file di configurazione), le scorciatoie da tastiera (per velocizzare l’utilizzo dell’applicazione sfruttando particolari combinazioni di tasti) e la preview degli attachment.

In bocca al lupo agli sviluppatori e un sentito grazie per il grande impegno!