Google Apps for free: come utilizzare le Google Web App per il nostro dominio

Postato da ROb | nella categoria Android, Informatica in generale, Utilità, Varie, email | lunedì, 7 marzo 2011

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Dopo un periodo di silenzio durato più di un mese, torno a farmi sentire per segnalare un’importante opportunità per tutti coloro che vogliono configurare e utilizzare le applicazioni web di Google per il proprio dominio.

Non tutti sanno infatti che Google fornisce tale possibilità, pur con delle limitazioni, a tutti i possessori di un dominio, sia per scopi personali che aziendali.
La differenza con la versione enterprise (a pagamento) consiste principalmente nel numero massimo di utenze attivabili, nella mancanza di alcune specifiche applicazioni (Google Video for Business e Google Groups for Business), nella capacità di storage complessiva offerta, nello SLA fornito e in alcune piccole altre customizzazioni e protezioni.

Dopo aver letto la pagina introduttiva ed esservi fatti un’idea di cosa sia il servizio Google Apps for free, leggete i prossimi paragrafi per capire come impostare la configurazione per essere subito operativi con il vostro dominio “Google managed”.

Passo numero 1: specificare il dominio

Da questa pagina è possibile iniziare la sequenza degli step per la gestione del dominio by Google. Il primo passo consiste nello specificare un dominio esistente sul quale abbiamo la possibilità di effettuare le modifiche alle entry del DNS. Come esempio per questo mini-tutorial userò il dominio di test giuliarossi.com .

Passo numero 2: registrazione al servizio Google Apps

In questo passaggio bisogna specificare i propri dati e quelli della propria organizzazione.

Passo numero 3: creazione dell’account di amministratore

In questo passaggio dobbiamo creare l’account di amministrazione del dominio nonché accettare le condizioni contrattuali del servizio.

Passo numero 4: creazione del record CNAME per verificare la proprietà del dominio

A questo punto Google ci chiede di verificare che siamo veramente nelle condizioni per poter “gestire” il dominio che diciamo di possedere. Per farlo ci suggerisce di creare un record CNAME con un nome particolare che successivamente proverà a risolvere per capire se abbiamo risposto positivamente alla sua richiesta.

Passo numero 5: login nel pannello di configurazione del nostro dominio

Se anche il precedente passaggio è andato a buon fine possiamo entrare nel pannello di configurazione e vedere lo stato di attivazione dei nostri servizi. L’attivazione del servizio di posta elettronica richiede qualche passaggio in più. Per gli altri servizi è invece sufficiente attendere qualche minuto.

Passo numero 6: modifica dei record MX per far gestire la posta entrante per il nostro dominio

Nella successiva schermata, al passo 4, Google ci chiede di creare 7 record MX per il nostro dominio che puntano ai server di Google. In questo modo istruiamo i sistemi di posta worldwide che per lasciare un messaggio nella nostra casella devono contattare direttamente i server di Google.

Passo numero 7: modificare le URL per i vari servizi

Ora, per ogni servizio, possiamo modificare l’url predefinito assegnato da Google con un sottodominio del nostro nuovo dominio. Per farlo è sufficiente andare nel link “modifica URL” di ogni servizio. Vi mostrerò il caso della posta, per gli altri servizi la procedura è analoga.

Passo numero 8: verifica dei nomi DNS e test finale

Ecco come si presenta alla fine la configurazione DNS per il nostro dominio.

Ora non ci resta che provare a inviarci dei messaggi di posta e riceverli. Stessa cosa per tutti gli altri superservizi.

Ah, non dimenticatevi, possiamo agganciare anche i nostri dispositivi mobili e soprattutto il nostro telefono Android!

Spero possa servire a qualcuno… ROb

Sencha Touch: un breve articolo di IBM developerWorks

Postato da ROb | nella categoria Android, Sviluppo web | mercoledì, 26 gennaio 2011

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Ecco un interessante articolo su Sencha Touch pubblicato sul canale degli articoli tecnici di IBM, developerWorks.

Sencha Touch è un framework Javascript, nato dall’evoluzione del potente e popolarissimo ExtJS, e orientato al mondo mobile, principalmente Android e iOS.
Il suo obiettivo è quello di costruire interfacce web evolute per tali dispositivi che assomigliano a delle vere e proprie applicazioni native.
Il framework si basa su Javascript e sul potere espressivo del nuovo linguaggio di markup HTML5.

sencha touch

L’articolo, scritto da Michael Galpin, Software Architect presso eBay, presenta una semplice applicazione testata sia in un dispositivo Android che in un iPhone.

Ecco il link diretto all’articolo per chi volesse approfondire.

Eccolo! Dropbox per Android!

Postato da ROb | nella categoria Android | mercoledì, 5 maggio 2010

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Da come sì può intuire dal seguente screenshot è finalmente disponibile nel market Dropbox per Android.

Dropbox per Android

Non appena riuscirò a installarla e utilizzarla, aggiornerò l’articolo.

Per ora affrettatevi a scaricarla anche voi!

Conservare gelosamente le proprie password con KeePass

Postato da ROb | nella categoria Android, Informatica in generale, Linux | martedì, 26 gennaio 2010

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Forse questo è il milionesimo articolo sui software di memorizzazione e conservazione delle password ma, come si dice, la prudenza non è mai troppa. Avere un parere in più su questo argomento non fa mai male.

Tutti i miei KeePass

In realtà ho voglia di raccontarvi la mia piacevole esperienza in questo ambito dopo aver scoperto KeePass.
Prima che usassi definitivamente Linux come principale sistema operativo anche in azienda, conoscevo questo programmino per la memorizzazione delle password che ha i grandissimi vantaggi di:

  • essere leggero
  • portabile
  • implementa molteplici protocolli di crittografia
  • gestisce sia password che file come chiavi
  • gestisce gruppi di password
  • importa ed esporta da altri formati
  • digita automaticamente le password in programmi e siti web
  • genera password con insiemi di caratteri predefiniti
  • è open source!

Quando sono approdato a Linux pensavo di aver perso tale grandissimo software e che mi sarei dovuto cercare una valida alternativa… invece qualche mitico programmatore ne aveva già fatto il porting su Linux!
KeePassX, disponibile all’indirizzo http://www.keepassx.org/ , è il fratello linuxiano di KeePass e riesce ad importare direttamente i file di password di KeePass. Insomma qualcuno ha esaudito le mie preghieree gli sono veramente grato. Il mio contributo al progetto è parlare di lui e spingere qualcuno di questi lettori ad usarlo.

Vi dirò di più.
Quando a giugno del 2009 ho acquistato il mio primo telefono Android mi sono posto lo stesso problema e anche in questo caso qualcuno mi aveva preceduto e lo aveva già realizzato. Ho scaricato così dall’Android Market KeePassDroid, ho caricato nel telefono il mio file di password e per magia eccole qua! tutte le mie password più importanti anche sul cellulare.

Come sarebbe il mondo senza i programmatori? specialmente quelli del mondo open source?
Qualcuno potrebbe anche dire che sarebbe un mondo migliore… può anche darsi :-) .

Android, il nuovo robot della telefonia

Postato da ROb | nella categoria Android, Informatica in generale | giovedì, 18 giugno 2009

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Logo Android

Mi sto appassionando a questo fantastico sistema operativo per cellulari chiamato Android.

Android e’ una piattaforma rivoluzionaria per il mondo della telefonia e delle applicazioni mobili in generale. E’ stata ideata e sponsorizzata dal BigG (Google) che ha coinvolto nel progetto altri grandi della telefonia mobile (HTC, Motorola, Samsung, …) in un gruppo Open Handset Alliance.

Il primo prodotto equipaggiato con Android e’ stato il telefono HTC G1 di nome Dream: display touchscreen, tastiera a scomparsa qwerty.

Il suo successore, uscito a distanza di pochi mesi, si chiama HTC G2 Magic, attualmente in vendita presso i negozi online di Tim e Vodafone (in Italia). Il Magic si differenzia dal Dream per l’assenza della tastiera a scomparsa e una versione piu’ aggiornata del sistema operativo.

In ogni dispositivo Android e’ possibile scaricare e installare applicazioni provenienti dal mondo Android Market , un sito ricco di pacchetti open source sviluppati da programmatori di tutto il mondo.

La bellezza di questo sistema pero’ non e’ dovuto solamente alla buona realizzazione dei telefoni HTC ne’ tantomeno alle trovate estestiche del sistema operativo stesso ma al fatto che, contestualmente al rilascio del sistema operativo, e’ stata rilasciata la piattaforma di sviluppo (SDK) in Java, completa di un emulatore di dispositivo, per sviluppare applicazioni per il nostro cellulare.

E’ qui che sta la grande differenza con la maggior parte dei dispositivi mobili oggi in commercio, la possibilita’ di personalizzare il proprio gioiello con moltissime applicazioni, magari scritte proprio da noi, e sopratutto all’interno di un sistema operativo Open Source.

Quest’ultimo aspetto e’ quello che rende le applicazioni (e gli sviluppatori) Android diverse da quelle dell’iPhone ad esempio. Il fatto che siano quasi tutte gratuite e aperte (e quindi modificabili o adattabili alle proprie esigenze).

Vi rimando ai link ufficiali, che ho gia’ linkato nell’articolo, per eventuali approfondimenti e aggiornamenti.

An Android Device in every hand!