20 modi per rendere più sicuro il nostro web server Apache

Postato da ROb | nella categoria Linux | mercoledì, 6 ottobre 2010

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Nel seguente articolo in inglese vengono presentati 20 punti che spiegano come rendere più sicuro e protetto il server web Apache.

Si parte ovviamente da quelli più importanti e semplici fino ad arrivare alle configurazioni più onerose ma pur sempre fondamentali per raggiungere un elevato livello di protezione.

http://www.petefreitag.com/item/505.cfm

L’articolo è stato scritto da Pete Freitag.

Personalmente ho provato al volo le due direttive che “limitano” le informazioni sulla versione e i moduli in uso nel server.
Eccole qua:

ServerSignature Off
ServerTokens Prod

Nella seconda direttiva al posto di Prod ho messo Minor, presentando cioè anche il minor number della versione di Apache.

In sistemi Ubuntu e Debian like è sufficiente modificarli o inserirli nel file /etc/apache2/apache2.conf e ricaricare la configurazione usando il comando: /etc/init.d/apache2 reload (con i permessi di root).

Dati al sicuro con i dischi criptati da TrueCrypt

Postato da ROb | nella categoria Linux, Utilità | venerdì, 5 febbraio 2010

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Quando abbiamo bisogno di mettere al sicuro delle password (o poche informazioni testuali) sappiamo che KeePass è il nostro amico.

Ma quando abbiamo la necessità di nascondere intere cartelle o file non possiamo più utilizzare soluzioni di questo tipo.

Logo TrueCrypt

Esistono molti programmi che effettuano la criptazione di cartelle o di interi drive. Molti sistemi operativi già nativamente supportano tale possibilità, anche se non sempre in modo facilmente applicabile (e rendendo in alcuni casi inaccessibile tutto il sistema in caso di smarrimento della password di accesso).

TrueCrypt, che uso quotidianamente da ormai molto tempo, è uno di questa miriade di programmi con la vera e fondamentale differenza di supportare tutti i sistemi operativi più diffusi, Linux, Mac e Windows, ma sopratutto di essere open source.
La versione di cui ovviamente vi parlerò è quella per Linux ma la filosofia di utilizzo del software è la stessa per tutte le piattaforme.

Le distribuzioni supportate, tramite opportuni pacchetti, sono OpenSuse ed Ubuntu, per tutte le altre ci sono i sorgenti compilabili. Da questa pagina potete fare il download dei file che vi interessano.

Al termine dell’installazione sarà sufficiente lanciare l’eseguibile truecrypt anche da riga di comando.
L’interfaccia che vi si presenterà sarà più o meno la seguente:

L'interfaccia di amministrazione di TrueCrypt

Attraverso la voce di menu: Volumes => Create New Volume… è possibile creare il nostro primo volume.
Prima di iniziare è meglio capire cosa sia un volume e le tipologie dei volumi creabili.

Un volume è essenzialmente un file criptato (grande tanto quanto la dimensione che abbiamo scelto all’atto della creazione) che risiede all’interno del nostro disco non criptato.
Questi file, che sono i nostri volumi, sono gestibili solamente da TrueCrypt che può montarli e farli diventare dispositivi rimovibili inseriti e può ovviamente smontarli.

TrueCrypt supporta volumi standard o di tipo hidden. I volumi hidden vengono creati all’interno dei volumi standard e sono gestiti da una differente password. In pratica è come se avessimo un doppio fondo nella nostra cassaforte gestito da una differente chiave.

Quando creiamo il nostro volume ci verrà chiesto il tipo di algoritmo da utilizzare per la criptazione dei dati. Alcuni di questi sono molto sicuri ma un pò più lenti durante le operazioni di lettura/scrittura, altri sono più veloci ma più facilmente attaccabili.
Oltre al tipo di algoritmo ci verrà anche chiesta una nuova password per l’accesso nonchè la dimensione da riservare al volume.

E’ importante sapere che anche i volumi hidden all’interno dei volumi standard hanno una loro dimensione che deve essere necessariamente inferiore alla dimensione del volume standard che li contiene.

Bisogna fare molta attenzione nello spazio occupato all’interno dei volumi hidden perchè erode spazio disponibile al volume standard e potrebbe compromettere il contenuto del volume standard!

Un volume TrueCrypt montato

Quando si aprirà il file criptato con la password del volume standard TrueCrypt ci monterà e farà vedere il contenuto del volume standard; con la password del volume hidden TrueCrypt ci monterà e farà vedere il contenuto del volume hidden.

Non avete più scuse per nascondere i file segreti a vostra moglie! Criptate gente, criptate.

Conservare gelosamente le proprie password con KeePass

Postato da ROb | nella categoria Android, Informatica in generale, Linux | martedì, 26 gennaio 2010

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Forse questo è il milionesimo articolo sui software di memorizzazione e conservazione delle password ma, come si dice, la prudenza non è mai troppa. Avere un parere in più su questo argomento non fa mai male.

Tutti i miei KeePass

In realtà ho voglia di raccontarvi la mia piacevole esperienza in questo ambito dopo aver scoperto KeePass.
Prima che usassi definitivamente Linux come principale sistema operativo anche in azienda, conoscevo questo programmino per la memorizzazione delle password che ha i grandissimi vantaggi di:

  • essere leggero
  • portabile
  • implementa molteplici protocolli di crittografia
  • gestisce sia password che file come chiavi
  • gestisce gruppi di password
  • importa ed esporta da altri formati
  • digita automaticamente le password in programmi e siti web
  • genera password con insiemi di caratteri predefiniti
  • è open source!

Quando sono approdato a Linux pensavo di aver perso tale grandissimo software e che mi sarei dovuto cercare una valida alternativa… invece qualche mitico programmatore ne aveva già fatto il porting su Linux!
KeePassX, disponibile all’indirizzo http://www.keepassx.org/ , è il fratello linuxiano di KeePass e riesce ad importare direttamente i file di password di KeePass. Insomma qualcuno ha esaudito le mie preghieree gli sono veramente grato. Il mio contributo al progetto è parlare di lui e spingere qualcuno di questi lettori ad usarlo.

Vi dirò di più.
Quando a giugno del 2009 ho acquistato il mio primo telefono Android mi sono posto lo stesso problema e anche in questo caso qualcuno mi aveva preceduto e lo aveva già realizzato. Ho scaricato così dall’Android Market KeePassDroid, ho caricato nel telefono il mio file di password e per magia eccole qua! tutte le mie password più importanti anche sul cellulare.

Come sarebbe il mondo senza i programmatori? specialmente quelli del mondo open source?
Qualcuno potrebbe anche dire che sarebbe un mondo migliore… può anche darsi :-) .