Un semplice script per scaricare in mp3 la traccia di un video su YouTube

Postato da ROb | nella categoria Linux, Utilità | domenica, 20 marzo 2011

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In questi giorni ho avuto la necessità di scaricare la traccia audio di un video caricato su YouTube.

Per farlo conoscevo già diversi servizi online ma, visto la potenza della shell Linux, ho pensato di scrivere un piccolo script che assolvesse al compito e che potesse sfruttare alcune utility scritte proprio per questi scopi.

La mia intenzione era quella di avere a disposizione uno script a cui potessi passare un solo parametro, l’url della pagina, e che mi salvasse il file in formato mp3 possibilmente con un nome abbastanza esplicativo. Per riuscire a tale scopo mi sono avvalso di due soli comandi: youtube-dl e ffmpeg.

youtube-dl è uno script python in grado di estrarre un file in formato .flv semplicemente passando il path HTTP alla pagina del video. Questa utility compie tutto il lavoro “duro” del mio semplice script ed è anche in grado di scaricare il nome del video legato all’url. Nel mio caso youtube-dl è servito a salvare il titolo del video, per rinominare correttamente il file mp3 e successivamente è servito per fare il download del file video in formato .flv.

La separazione della traccia audio da quella video e la successiva codifica nel formato mp3 è stata invece assegnata a ffmpeg, uno dei più apprezzati comandi per la gestione e fruizione dei video in Linux (e non solo).

Per entrambi i software mi sono però avvalso di versioni più aggiornate di quelle presenti nella mia distribuzione Ubuntu 8.04. Nelle versioni disponibili nei miei repository infatti youtube-dl non era in grado di effettuare il download del video mentre ffmpeg non riusciva a gestire i video nel formato .flv . Per aggiornare lo script python è stato sufficiente effettuare il download del nuovo script e metterlo nella mia cartella di binari dentro ~/bin/ . Per quanto riguarda ffmpeg invece ho prima provato a effettuare una compilazione della distribuzione per rigenerare la nuova versione. Dopo alcuni tentativi falliti, ho deciso di optare per un binario precompilato linkato staticamente per Linux 32bit. Una valida compilazione l’ho trovata al seguente indirizzo: http://horsfall.eu/2010/11/27/ffmpeg-full/ . Il file binario contenente ffmpeg è stato quindi salvato, con i corretti permessi di esecuzione, nella cartella ~/bin.Tale cartella è nella prima posizione della variabile $PATH. In questo modo i binari che si trovano in tale cartella hanno la precedenza su quelli presenti nelle altre cartelle di binari del sistema.

Veniamo ora al mio script, salvato con il nome: youtube2mp3.sh :

#!/bin/bash

url=$1
flvfile=/var/tmp/$$.flv

title=`youtube-dl -e ${url}`
mp3file=~/Desktop/${title}.mp3

youtube-dl ${url} -o ${flvfile}

ffmpeg -i ${flvfile} "${mp3file}"

rm ${flvfile}

L’unico parametro gestito dalla script, il primo, è l’url della pagina in cui si trova il video in YouTube. Lo script estra prima l’informazione del titolo del filmato e la memorizza nella variabile “title”.
Quindi effettua il download del video salvandolo in un file temporaneo che ha come nome il pid del processo bash invocato.
Successivamente converte il video nella traccia audio mp3 che viene salvata nel Desktop con il nome del titolo e suffisso .mp3.
Infine il file temporaneo .flv viene cancellato dalla directory temporanea.

Google Apps for free: come utilizzare le Google Web App per il nostro dominio

Postato da ROb | nella categoria Android, Informatica in generale, Utilità, Varie, email | lunedì, 7 marzo 2011

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Dopo un periodo di silenzio durato più di un mese, torno a farmi sentire per segnalare un’importante opportunità per tutti coloro che vogliono configurare e utilizzare le applicazioni web di Google per il proprio dominio.

Non tutti sanno infatti che Google fornisce tale possibilità, pur con delle limitazioni, a tutti i possessori di un dominio, sia per scopi personali che aziendali.
La differenza con la versione enterprise (a pagamento) consiste principalmente nel numero massimo di utenze attivabili, nella mancanza di alcune specifiche applicazioni (Google Video for Business e Google Groups for Business), nella capacità di storage complessiva offerta, nello SLA fornito e in alcune piccole altre customizzazioni e protezioni.

Dopo aver letto la pagina introduttiva ed esservi fatti un’idea di cosa sia il servizio Google Apps for free, leggete i prossimi paragrafi per capire come impostare la configurazione per essere subito operativi con il vostro dominio “Google managed”.

Passo numero 1: specificare il dominio

Da questa pagina è possibile iniziare la sequenza degli step per la gestione del dominio by Google. Il primo passo consiste nello specificare un dominio esistente sul quale abbiamo la possibilità di effettuare le modifiche alle entry del DNS. Come esempio per questo mini-tutorial userò il dominio di test giuliarossi.com .

Passo numero 2: registrazione al servizio Google Apps

In questo passaggio bisogna specificare i propri dati e quelli della propria organizzazione.

Passo numero 3: creazione dell’account di amministratore

In questo passaggio dobbiamo creare l’account di amministrazione del dominio nonché accettare le condizioni contrattuali del servizio.

Passo numero 4: creazione del record CNAME per verificare la proprietà del dominio

A questo punto Google ci chiede di verificare che siamo veramente nelle condizioni per poter “gestire” il dominio che diciamo di possedere. Per farlo ci suggerisce di creare un record CNAME con un nome particolare che successivamente proverà a risolvere per capire se abbiamo risposto positivamente alla sua richiesta.

Passo numero 5: login nel pannello di configurazione del nostro dominio

Se anche il precedente passaggio è andato a buon fine possiamo entrare nel pannello di configurazione e vedere lo stato di attivazione dei nostri servizi. L’attivazione del servizio di posta elettronica richiede qualche passaggio in più. Per gli altri servizi è invece sufficiente attendere qualche minuto.

Passo numero 6: modifica dei record MX per far gestire la posta entrante per il nostro dominio

Nella successiva schermata, al passo 4, Google ci chiede di creare 7 record MX per il nostro dominio che puntano ai server di Google. In questo modo istruiamo i sistemi di posta worldwide che per lasciare un messaggio nella nostra casella devono contattare direttamente i server di Google.

Passo numero 7: modificare le URL per i vari servizi

Ora, per ogni servizio, possiamo modificare l’url predefinito assegnato da Google con un sottodominio del nostro nuovo dominio. Per farlo è sufficiente andare nel link “modifica URL” di ogni servizio. Vi mostrerò il caso della posta, per gli altri servizi la procedura è analoga.

Passo numero 8: verifica dei nomi DNS e test finale

Ecco come si presenta alla fine la configurazione DNS per il nostro dominio.

Ora non ci resta che provare a inviarci dei messaggi di posta e riceverli. Stessa cosa per tutti gli altri superservizi.

Ah, non dimenticatevi, possiamo agganciare anche i nostri dispositivi mobili e soprattutto il nostro telefono Android!

Spero possa servire a qualcuno… ROb