Migrazione posta elettronica da Evolution a Thunderbird

Postato da ROb | nella categoria Informatica in generale, Linux | giovedì, 21 ottobre 2010

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Dopo due anni di utilizzo quotidiano del buon caro Evolution, ho deciso di passare al famoso e diffusissimo client di posta della Mozilla Foundation, Thunderbird.

Tale scelta è stata motivata dal fatto che Thunderbird è un sistema di posta molto più diffuso di Evolution, è più facile da estendere e personalizzare tramite i numerosi plugin e temi a disposizione ed è disponibile per i più diffusi sistemi operativi (oltre che per il nostro affezionato Linux), cosa che in alcuni casi può risultare davvero comoda.

Migrazione Evolution - Thunderbird

Il processo di migrazione che vi sto per descrivere si compone di una serie di passi alcuni dei quali possono essere saltati perché trattano della mia configurazione particolare. Oltre infatti ad aver migrato le cartelle di posta elettronica ho anche installato e configurato alcune estensioni per la sincronizzazione di rubrica e calendario con i rispettivi applicativi di Google.

I passaggi sono i seguenti:

  • Installazione di Mozilla Thunderbird
  • Avvio del programma e creazione dell’albero di directory speculare a quello di Evolution
  • Copia dei messaggi e delle cartelle
  • Installazione dei plugin aggiuntivi per la gestione del calendario e la sincronizzazione con gli applicativi Google
  • Configurazione dei plugin per la sincronizzazione

Installazione di Mozilla Thunderbird

Dopo aver scaricato il software all’indirizzo http://www.mozillamessaging.com/it/thunderbird/ è sufficiente scompattarlo nella directory /opt/, con gli opportuni permessi di root.
Essendo un archivio in formato .tar.bz2 dovete lanciare il comando bunzip2 “nomefile” quindi tar xfv “nomefile_senza_estensione.bz2″.

Avvio del programma e creazione dell’albero di directory speculare a quello di Evolution

Se avete scompattato il tutto nella directory /opt/thunderbird , l’avvio del programma avviene nel seguente modo: /opt/thunderbird/thunderbird-bin .

Ora quello che dovete fare, dopo aver configurato il vostro primo account, è ricreare la stessa struttura di cartelle, con lo stesso nome, che avevate in Evolution.
Quest’operazione è importante perché il trasferimento delle cartelle e dei messaggi avviene facendo direttamente la copia dei file tra le cartelle di file system utilizzate dai due programmi.

Copia dei messaggi e delle cartelle

Terminata la creazione delle cartelle, chiudete sia Evolution che Thunderbird e posizionatevi nelle due cartelle: /home/”utente”/.thunderbird/”profilo”.default/Mail/Local Folders/ per Thunderbird , dove utente e profilo dipendono dalle vostre specifiche impostazioni e /home/”utente”/.evolution/mail/local/ per Evolution .

A questo punto, partendo dalla cartella di Evolution, copiate tutti i file senza estensione nella cartella di Thunderbird. Se avete delle sottocartelle nel vostro albero di posta allora dovrete ripetere tale operazione entrando in tutte le cartelle con estensione .sbd .

Completata l’operazione di copia potete riaprire Thunderbird e notare che tutti i messaggi sono correttamente presenti nelle rispettive cartelle. In alcuni casi potrebbe capitare che i messaggi risultano non letti o non sono nello stesso ordine con cui li vedevate in Evolution. Impostate correttamente lo stato di lettura e scegliete l’ordinamento che preferite.

Installazione dei plugin aggiuntivi per la gestione del calendario e la sincronizzazione con gli applicativi Google

Essendo un incallito utilizzatore dei servizi Google, come Calendar e Gmail, ho installato alcuni plugin per aiutarmi nella sincronizzazione di Thunderbird con i dati salvati nei rispettivi servizi.

Per la parte Calendar ho installato Lightning scaricandolo dall’indirizzo http://www.mozilla.org/projects/calendar/lightning/ ma è anche possibile trovarlo e installarlo direttamente dalla gestione componenti aggiuntivi del menu Strumenti del programma.

Per aiutare Lightning nella sincronizzazione però ho aggiunto anche Provider for Google Calendar che permette una comunicazione bidirezionale con i calendari Google. Cioè, sfruttando tale estensione, possiamo anche salvare i nostri appuntamenti in remoto verso Google Calendar.

Infine, ultimo ma non per importanza, ho installato anche il componente Zindus. Zindus permette di sincronizzare a sua volta la Rubrica di Thunderbird con i contatti di Gmail. L’estensione effettua anche la sincronizzazione con un server Zimbra, nel caso abbiate un account gestito da questo importante software di collaborazione open source.
Anche in questo caso la sincronizzazione è in entrambi i versi, potendo quindi modificare e inserire contatti in Thunderbird per poi trovarveli in Gmail.

Una cosa da sapere comunque è che i gruppi di Gmail non vengono gestiti in Thunderbird come mailing list, o gruppi di invio, bensì come ulteriori rubriche, con un nome davvero non molto “simpatico”. Per ogni gruppo in Gmail avrete una corrispettiva rubrica in Thunderbird dal nome zindus/indirizzo@gmail.com/#nomegruppo .

Configurazione dei plugin per la sincronizzazione

La configurazione dei plugin per la sincronizzazione è davvero semplice. Nel caso di Zindus è sufficiente andare nei componenti aggiuntivi e cliccare sulle proprietà dell’estensione stessa. Dalla finestra potrete gestire gli account Gmail o Zimbra e impostarne per ognuno le proprietà di sincronizzazione.
Nella barra di stato troverete inoltre un’icona tramite la quale potrete avviare la sincronizzazione manualmente o modificare le impostazioni.

La configurazione dei calendari Google invece consiste nell’inserire 1 ad 1 tutti i calendari all’interno della lista dei calendari di Lightning.
Entrando nel pannello del calendario, e facendo tasto destro nella lista dei calendari, potrete aggiungere un nuovo calendario di rete e scegliere il Google Calendar.
Nel campo “Luogo” dovete impostare l’indirizzo privato in formato XML del vostro calendario Google.
Dopo averlo correttamente inserito dovete fornire le credenziali di accesso al servizio. In pochi minuti vedrete comparire i vostri appuntamenti nel calendario di Lightning.

Fine

Spero questa guida sia servita a qualcuno, oltre che a me per ricordare tutti i passaggi effettuati.
Fate domande o inserite commenti per eventuali chiarimenti, approfondimenti o qualche screenshot in più.

Costruire un link per visualizzare il codice di una pagina web

Postato da ROb | nella categoria Sviluppo web | lunedì, 11 ottobre 2010

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Alcuni browser supportano un protocollo speciale chiamato view-source:.

Torre di Pisa tag i

Tale protocollo permette al browser di visualizzare il codice della pagina indirizzata dall’url anziché farne il rendering e visualizzarla.

Sfruttando tale protocollo possiamo costruire un link che permette, a chi è interessato, di visualizzare il codice della nostra pagina senza passare per la relativa funzione browser-specific (tipicamente attivabile con la sequenza di tasti CTRL+u)

 

Ecco una semplice pagina html che mostra tale possibilità:

<html>
<body>
   <h1> Roberto Rossi from Macerata! Hello! </h1>
   <a class="button" onClick='window.location="view-source:" + window.location.href' href="javascript:;;">Visualizza Codice</a>
</body>
</html>

Cliccando sul link “Visualizza Codice” il browser aprirà una pagina che visualizzerà tale codice.

20 modi per rendere più sicuro il nostro web server Apache

Postato da ROb | nella categoria Linux | mercoledì, 6 ottobre 2010

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Nel seguente articolo in inglese vengono presentati 20 punti che spiegano come rendere più sicuro e protetto il server web Apache.

Si parte ovviamente da quelli più importanti e semplici fino ad arrivare alle configurazioni più onerose ma pur sempre fondamentali per raggiungere un elevato livello di protezione.

http://www.petefreitag.com/item/505.cfm

L’articolo è stato scritto da Pete Freitag.

Personalmente ho provato al volo le due direttive che “limitano” le informazioni sulla versione e i moduli in uso nel server.
Eccole qua:

ServerSignature Off
ServerTokens Prod

Nella seconda direttiva al posto di Prod ho messo Minor, presentando cioè anche il minor number della versione di Apache.

In sistemi Ubuntu e Debian like è sufficiente modificarli o inserirli nel file /etc/apache2/apache2.conf e ricaricare la configurazione usando il comando: /etc/init.d/apache2 reload (con i permessi di root).